This site uses javascript, some functionality and content is not working if javascript is disabled

Come evitare la condensa uperficiale

Per condensazione superficiale nel senso più ampio si intende il passaggio di stato dell’acqua da vapore a liquido sulla superficie di un componente edilizio. Ciò significa che quando la temperatura superficiale di un componente edilizio scende al di sotto della temperatura di rugiada, in funzione dell’umidità relativa ambientale, si ha l’accumulo di acqua sulla suddetta superficie.

Le forzanti sono quindi la temperatura e l’umidità relativa ambientali e della superficie interessata, mentre ad intervenire nella regolazione del fenomeno vi è anche la rugosità della superficie (quindi la sua capacità di adsorbire molecole di acqua). Nella norma UNI EN ISO 13788 in realtà si fa riferimento al rischio di crescita di muffe e si valuta pertanto la temperatura superficiale critica in corrispondenza della quale si hanno condizioni favorevoli allo sviluppo di muffe. La norma prevede la valutazione della temperatura alla quale si ha saturazione quindi condensa in corrispondenza del valore fissato di umidità relativa interna assunta pari a ad 80%, valore considerato di soglia critica per la proliferazione di muffe. In generale, a seguito della formazione di un film di condensa sulla superficie di componenti edilizi possono avere luogo condizioni favorevoli alla proliferazione di organismi biologici (muffe, funghi, etc.). Questi possono a loro volta favorire lo sviluppo di condizioni ambientali insalubri e possono altresì favorire i fenomeni di degrado (in particolar modo per il legno).La condensa superficiale inoltre di per sé favorisce i processi di degrado degli strati di rivestimento e finitura. In particolare nel caso di superfici metalliche non inossidabili sonno favoriti i processi di corrosione, anche per valori minori di umidità relativa (la norma suggerisce infatti di considerare come valore di umidità relativa critica per questo aspetto il 60%). Si hanno inoltre condizioni di discomfort termoigrometrico.

 Punti preferenziali per il verificarsi della condensazione interstiziale:

  • In corrispondenza di ponti termici
  • In corrispondenza di discontinuità delle proprietà igrotermiche
  • Punti in cui si hanno infiltrazioni di aria umida
  • Punti in cui si hanno infiltrazioni di aria fredda
  • Punti in cui è limitata la circolazione ed il ricambio dell’aria

 Al fine di evitare problematiche di condensazione superficiale si consiglia di:

  •  Garantire il necessario numero di ricambi d’aria a mantenere l’umidità relativa interna entro condizioni accettabili (tipicamente al di sotto del 60% e nel caso di presenza superfici metalliche non inossidabili anche al di sotto del 50%)
  • Garantire una circolazione e ricambi d’aria in maniera omogenea all’interno degli ambienti
  • Controllare il più possibile i ponti termici
  • Se possibile evitare che la temperatura scenda al di sotto della temperatura di rugiada allo spegnimento degli impianti (ad esempio imponendo una temperatura di set point minima di esercizio)
  • Se possibile limitare la produzione di vapore negli ambienti interni
  • In caso di locali all’interno dei quali si ha elevata produzione di vapore è preferibile la realizzazione di superfici interne aventi limitata rugosità superficiale ovvero il più possibile lisce (in questo modo si limita l’adsorbimento superficiale)
  • In caso di locali all’interno dei quali si ha elevata produzione di vapore è preferibile evitare l’utilizzo di materiali metallici non inossidabili
  • Garantire la tenuta all’aria dell’involucro

 

Normativa di riferimento

 UNI EN ISO 13788: 2003 - Prestazione igrotermica dei componenti e degli elementi per edilizia - Temperatura superficiale interna per evitare l'umidità superficiale critica e condensazione interstiziale - Metodo di calcolo

Go to the frontpage